Lancia Prisma – 1985


Se volessi scrivere tutta la storia questa pagina non basterebbe! Dovrei raccontare quasi 20 anni di vita insieme.
È stata e continua ad esserlo la mia prima auto, regalo di laurea dei miei nonni nel 1985.
La passione mi ha fatto leggere nel suo DNA che sarebbe diventata da collezione, quindi, da subito, non è stata trattata come un’automobile normale ma ha ricevuto cure ed attenzioni quasi maniacali.
Solo così ha potuto raggiungere il traguardo dei 20 anni e dei 222000 Km con gli interni immacolati e la vernice quasi completamente originale.
Dallo scorso 19 marzo, con l’ arrivo della nuova Ypsilon, è nel box a godersi la meritata pensione.
Guasti? Pochi: il devioluci, il blocchetto d’accensione la pompa della benzina e la pompa dell’acqua.
Incidenti? Provocati nessuno, neanche minimo, pochi quelli subiti: un sasso sul parabrezza, un tamponamento che ha rotto il solo paraurti e un faro e un lieve bollo nella porta sinistra a causa di un maldestro parcheggiatore. Il paraurti posteriore, entrambi i fari ed il parabrezza sono stati sostituiti con pezzi nuovi e la porta sinistra raddrizzata e (purtroppo) riverniciata.
Guai? Sì, uno, la grandine. Seppur in forma leggera ha procurato qualche bollo sul tetto e sul cofano, ma l’abilità del mago (è il caso di dirlo!) Donato, il levabolli, è stata tale da averne cancellato ogni traccia salvando la vernice originale.
Tutti gli interventi subiti in questi anni sono stati registrati in un quaderno/diario, le fatture e i documenti, raccolti. Tutta la sua storia è minuziosamente tracciabile.
L’unico pericolo ora, è di natura legislativa: il rischio di blocco delle non catalitiche, la possibilità di cancellazione dell’articolo 63 della legge 342 ed il fatto di non essere un modello di particolare interesse collezionistico, potrebbero relegarla in garage per i prossimi 5 anni, con mio (e non solo) immenso dispiacere oltre allo svantaggio economico del “bollo” per intero. “Dura lex sed lex”.